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Mangimificio
L’alimentazione oltre alla buona base genetica è la condizione fondamentale per ottenere un suino di qualità.
In particolare per l’alimentazione dei suini nazionali, gli allevatori devono seguire i principi del Consorzio del Prosciutto di Parma e San Daniele. Per l’allevamento dei suini esteri è richiesta l’osservazione dei disciplinari di alimentazione ufficiali esteri. In particolare per esempio in Olanda lo Standard IKB. Gli allevatori che aderiscono alla Filiera Controllata Fiorucci sono in grado di garantire l’assenza nei mangimi di sostanze vietate dalla legge e, in particolare, il rispetto dei limiti per:
- anabolizzanti, inibenti e pesticidi;
- metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio, cromo);
- micotossine e aflatossine;
- PCB e diossine
Inoltre:
- l’uso congiunto del siero (sottoprodotto di cagliate) e latticello (sottoprodotto della lavorazione del burro) non deve essere superiore a litri 15 capo/giorno;
- è consentita l’integrazione minerale e vitaminica della razione nei limiti definiti dalla legislazione vigente;
- non devono essere utilizzati alimenti in grado di conferire odori, sapori e colori indesiderati alla carne;
- non è ammesso l’impiego delle farine di origine animale (carne e pesce) in ogni fase dell’allevamento del suino.
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